Orizzonti vicini
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> ORIZZONTI VICINI - FILM FESTIVAL 2006
Immagini parole e incontri nel paesaggio cinematografico italiano
6° Edizione
Arriva, a maggio, la rassegna di “Orizzonti vicini”, curata dal Cineforum Alto Vicentino 2001, all’insegna della vecchia tradizione del cineforum, che vede seguire alla proiezione del film un commento e un dibattito in sala alla presenza di registi, attori, esperti.
Il successo di pubblico e gli apprezzamenti ricevuti dagli invitati
alle passate edizioni ci hanno indotto a continuare a percorrere questa strada che ci porta a conoscere meglio il mondo del cinema, i suoi protagonisti, a comprendere i significati più profondi di una pellicola, ad individuare le difficoltà nella sua realizzazione, a riconoscerne i difetti o i limiti, a vederne svelati alcuni retroscena.
Immagini, parole, incontri - cinque serate per viaggiare nel paesaggio cinematografico italiano: da lavori recenti di giovani registi a vecchi film restaurati che presentano aspetti della realtà italiana quanto mai attuali, da nord a sud e - quest’anno in particolare - nel territorio vicentino.
Cominceremo da Torino con “Sotto il sole nero”, un film coraggioso di un regista che scava nel mondo dell’immigrazione senza tante idealizzazioni, attento nell’accostare paura e violenza, aspettative e impegno, richiamando così situazioni analoghe a quelle rintracciabili nel Veneto.
Ci sposteremo poi a Schio con “FabbricaAltaNovecento”, una testimonianza di ex-lavoratori della Lanerossi, un’azienda (privata, poi passata all’ENI) che ha permeato di sé sia lo sviluppo sia le preoccupazioni socio-economiche dell’alto vicentino, fino alle ultime drammatiche soluzioni.
“Mater Natura” ci racconterà invece una storia d’amore e di riscatto sociale, seguendo le emozioni e i progetti di Desiderio, un transessuale napoletano, e dei suoi amici e stimolando in noi interesse e rispetto verso un mondo di sensibilità estreme, di colori e di morte, di sofferenza e di tenerezze.
Torniamo a Vicenza per gustarci Ugo Tognazzi nei panni del protagonista di una commedia “Il commissario Pepe” di Ettore Scola - ambientata nella provincia veneta alla fine degli anni ’60, che ci offrirà un quadro dei suoi insospettabili vizi privati e del rapporto fra scandali e potere.
Infine saremo a Sondrio con “Tu devi essere il lupo”, opera prima di un regista che ha voluto ostinatamente superare grossi problemi di distribuzione, nonostante i pregi del suo film, così denso di sensibilità e di delicatezza nei rapporti umani e di attenzioni all’universo femminile .
PROGRAMMA:
Martedì 2 maggio 2006 ore 20.30
“SOTTO IL SOLE NERO”
di Enrico Verra
Sarà presente in sala per commentare il film il regista Enrico Verra
Martedì 9 maggio 2006 ore 20.30
“FABBRICA ALTA 900”
di Angelo Zanella e Stefania Torresan
Saranno presenti gli autori Angelo Zanella, Stefania Torresan e Pier Paolo Giarolo, il libraio Enrico Marchesini e un rappresentante del mondo del lavoro
(serata ad ingresso libero)
Martedì 16 maggio 2006 ore 20.30
“MATER NATURA”
di Massimo Andrei
Saranno presenti in sala per commentare il film il regista Massimo Andrei e H.E.R. interprete del film
Martedì 23 maggio 2006 ore 20.30
“IL COMMISSARIO PEPE”
di Ettore Scola
Commenta il film Umberto Fasolato collaboratore dell’Associazione Cineocchio di Padova.
Martedì 30 maggio 2006 ore 20.30
“TU DEVI ESSERE IL LUPO”
di Vittorio Moroni
Sarà presente in sala per commentare il film il regista Vittorio Moroni
AD OGNI PROIEZIONE SEGUIRÀ UN DIBATTITO SUL FILM
INFORMAZIONI E BIGLIETTI
Le proiezioni si terranno presso il CINEMA TEATRO PASUBIO, via Maraschin, 79 - schio (VI)
Telefono: 0445/531700 - www.cineforumschio.it
E-mail: cineforumschio@libero.it
Intero (comprensivo della tessera CAV 2001) 4,00 Ridotto e soci CAV 2001 2,50
SCHEDE FILM:
SOTTO IL SOLE NERO
Regia: ENRICO VERRA
Sceneggiatura: Enrico Verra, Marco Videtta
Montaggio: Carlo Balestrieri
Fotografia: Claudio Meloni
Musiche originali: Giuseppe Napoli
Con la partecipazione di: SIMONE GANDOLFO, CLARA UZIEWE, BELINDA
IDIALU, JALAL BRAJLI
Nazione: Italia - Anno: 2004 - Durata: 93’
Il quartiere di San Salvario a Torino è stato spesso al centro delle cronache come esempio di degrado urbano, di connubio tra criminalità e nuova immigrazione. Con le speculazioni e spettacolarizzazioni del caso. Enrico Verra, uno dei più noti documentaristi italiani, esordisce invece nel lungo a soggetto raccontando il quartiere da torinese, dopo avergli dedicato tra l’altro un documentario. Lo spunto iniziale vede un torinese sbandato finire quasi per caso nel mondo degli immigrati, e mettere su una piccola impresa di filmati che gli africani mandano ai loro famigliari nel paese d’origine. Ma presto scoppiano i conflitti, perché il mondo degli immigrati è sfruttamento (anche reciproco), violenza e paura. Il film trasuda leggerezza e commozione, curiosità ed attenzione all’ibridazione culturale ed è caratterizzato da un gusto non insincero del melodramma. Lo sguardo del regista non è mai voyeuristico. Verra non giudica; espone solo le piccole storie personali, spesso trascurate dai media, in modo che ogni spettatore possa farsi un’opinione che vada al di là dei soliti stereotipi sul fenomeno dell’immigrazione. In quest’ottica appare pienamente azzeccata la scelta di attori non professionisti nei ruoli degli extracomunitari.
FABBRICA ALTA 900
Regia: ANGELO ZANELLA, STEFANIA TORRESAN
Riprese: PIER PAOLO GIAROLO
Montaggio: ANGELO ZANELLA, STEFANIA TORRESAN, PIER PAOLO GIAROLO
Musiche: GIOVANNI PANOZZO
Trascrizioni e traduzioni: ANGELO ZANELLA, STEFANIA TORRESAN
Nazione: Italia - Anno: 2005
Schio, una comunità che è stata una città-fabbrica e che si trova nelle contingenze attuali spersonalizzata, privata di ciò che è stata la propria storia negli ultimi secoli, e forse per questo è ancora nostalgicamente attaccata al suo simbolo, la Fabbrica Alta. Un documentario ideato e realizzato - guarda caso, o forse no, nel momento in cui l’ex Lanerossi è definitivamente morta - dall’omonimo comitato costituito dagli esperti del patrimonio industriale Angelo Zanella e Stefania Torresan e dal regista Pier Paolo Giarolo. Onestà, sacrificio e rigore del lavoro: sono questi i temi di fondo di un’epoca descritta attraverso flash di vita vissuta, personali ma allo stesso tempo propri di un’intera collettività, di quelle migliaia di persone che anno dopo anno sono state testimoni delle trasformazioni sociali di una città. Una sfida, secondo gli autori, raccoglierli e incasellarli lungo un filo logico narrativo. Sono nove I protagonisti intervistati, il cui racconto, aprendosi al ritmo del telaio e delle musiche di Giovanni Panozzo, vive del contrasto tra le immagini dei fasti del passato e i malinconici squarci dell’abbandono odierno, con stoviglie ancora ammassate nelle cucine e nelle mense, uffici desolatamente vuoti, capannoni pericolanti dove si producevano tessuti che vestivano cardinali e piloti Alitalia, nobili e giovani spose, che rifornivano eserciti e perfino coprivano biliardi.
(serata ad ingresso libero)
MATER NATURA
Regia: Massimo Andrei
Sceneggiatura: Massimo Andrei, Umberto Massa
Fotografia: Vladan Radovic
Musiche: Lino Cannavacciuolo
Montaggio: Shara Spinella
Con la partecipazione di: MARIA PIA CALZONE, VALERIO FOGLIA MANZILLO,
ENZO MOSCATO, VLADIMIR LUXURIA, LUCA WARD, H.E.R.
Nazione: Italia - Anno: 2005 - Durata: 94’
Desiderio, un giovane transessuale, si innamora, ricambiata, di un bellissimo ragazzo che gestisce un autolavaggio. Con lui potrebbe cambiare vita, ma Andrea è in procinto di sposarsi e Desiderio viene consolata dai suoi amici, che progettano di allontanarsi dalla città per aprire alle falde del Vesuvio un centro di agricoltura biologica che dovrà servire anche da consultorio psicologico per uomini in crisi. I due potrebbero riavvicinarsi, quando Andrea, dopo il matrimonio, torna da Desiderio per manifestarle di nuovo il suo amore, ma una serie di eventi muterà il loro destino e quello dei loro amici. Il regista ha descritto il film come una storia d’amore e di riscatto sociale, frutto del desiderio di cantare l’amore in tutte le sue forme, della sua attenzione al mondo della prostituzione, del rispetto per gente sofferente, che ha un cuore palpitante e che si trova di fronte a comportamenti estremi; ma il film è anche il racconto dello sforzo di reinserirsi a pieni diritti nella società, compiuto da gente che tenta di non prostituirsi più.
In questo senso Napoli non fa da semplice location, ma è specchio di una doppia realtà di sviluppo e indigenza, di modernità e tradizione, di solarità e ombre, paesaggio ideale per ambienti e persone che non ci lasceranno indifferenti..
IL COMMISSARIO PEPE
Regia: Ettore Scola
Sceneggiatura: Ettore Scola, Ruggero Maccari
Fotografia: Claudio Cirillo
Musiche: Armando Trovajoli
Montaggio: Tatiana Casini Morigi
Con la partecipazione di: UGO TOGNAZZI, SILVIA DIONISIO, GINO
SANTERCOLE, TANO CIMAROSA
Nazione: Italia - Anno: 1969 - Durata: 107’
COPIA PROVENIENTE DALLA CINETECA LUCANA
Sulla base di alcune lettere anonime, il commissario Pepe fa partire un’inchiesta sulle perversioni e gli scheletri nell’armadio di una cittadina settentrionale. Ma ben presto si accorge di aver scoperchiato un verminaio. Quando la commedia all’italiana morì, alcuni dei suoi autori migliori tentarono degli affondi moralistici, di un cinismo piuttosto plumbeo ma capaci di rendere bene l’atmosfera di quegli anni (il più terribile di tutti, forse, Un borghese piccolo piccolodi Monicelli). Certo, ben altro che sessuali erano e sono le magagne d’Italia, eppure il tutto ha una sua inquietante credibilità. Questo è forse il primo film interessante di Scola, amarissimo e con un Tognazzi al suo massimo: se ne ricorderà forse Bertolucci per il suo «uomo ridicolo». Ottimi caratteristi (Dionisio, Cimarosa, Santercole) e particine per lo scrittore lombardo Umberto Simonetta e il gastronomo veneto Maffioli. La borghesia di provincia e il suo modo discreto di peccare sono l’argomento di un film che si regge soprattutto grazie alla recitazione agrodolce di Tognazzi, bravissimo nel mostrare un crescente disgusto nel rimescolare dentro il fango. Tanti straordinari caratteristi, a ognuno dei quali è richiesta una pennellata per l’affresco collettivo (svetta tra tutte l’anziana prostituta Elsa Vazzoler), e una sequenza televisiva nella quale appare il poeta Giuseppe Ungaretti nella sua unica apparizione al cinema. Successo commerciale in Italia nonostante lo scandalo procurato dalla presenza
di una suora lesbica tra le prostitute per bene.
TU DEVI ESSERE IL LUPO
Regia, soggetto e sceneggiatura: Vittorio Moroni
Montaggio: Carlo Balestrieri
Fotografia: Saverio Guarna
Musiche: Mario Mariani
Con la partecipazione di: IGNAZIO OLIVA, VALENTINA MERIZZI, VALENTINA
CARNELUTTI, SARA D’AMARIO
Nazione: Italia - Anno: 2004 - Durata: 95’
Tu Devi Essere Il Lupo è una storia potente e potrebbe addirittura sembrare incestuosa: Valentina è una ragazza quindicenne senza madre.Vive con il padre Carlo, giovane tassista con la passione per la fotografia. Hanno un rapporto forte, gioioso, ma così esclusivo da non permetterne altri. Ora il loro equilibrio vacilla, Carlo è costretto a fare delle scelte e per Valentina l’istinto di ribellarsi si scontra giorno dopo giorno con la paura di rimanere sola. Carlo riceve una foto della sua ex compagna dal Portogallo e da quel momento tutto, tra lui e Valentina, sembra precipitare. La donna, affacciandosi alla loro vita, riapre antiche ferite e rimette in discussione il loro fragile mondo.
Dipingendo una famiglia atipica Vittorio Moroni è riuscito a portare all’eccesso le dinamiche del disgregamento familiare e le forme di violenza psicologica come gestione dell’autorità, con la sua opera prima ha cercato non di giudicare ma di essere anche lui uno spettatore del suo film. Il film è frutto di sette anni di lavorazione, ed ha avuto enormi problemi di distribuzione al punto che il regista e lo sceneggiatore per poter far uscire il film in sala hanno dovuto fondare una casa di distribuzione la “MySelf”. Un’attesa forzata , fatta di tempi morti e di riflessioni, che ha reso il lavoro sublimemente incompleto e dinamico come se si trattasse di qualcosa di vivo.
INFORMAZIONI
Nei giorni e nell’orario delle proiezioni presso il Cinema Teatro Pasubio, Via Maraschin, 79 - Schio (VI)
Telefono: 0445/531700 - www.cineforumschio.it
E-mail: cineforumschio@libero.it
AD OGNI PROIEZIONE SEGUIRÀ UN DIBATTITO SUL FILM

11 Settembre 2010 alle 20:54
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