La mia droga si chiama Julie
di François Truffaut (titolo originale: La sirène du Mississippi)
![]()
Un itinerario rivoluzionario dalle bugie della finzione alla sincerità dell’amore assoluto
di Antonio Ingrosso
Il titolo originale rimanda ad un libro di William Irish, “Waltz into Darkness”, ambientato a fine ’800 a New Orleans. Nel suo adattamento rimane “Mississippi”, il nome del vaporetto che porterà a Louis la futura sposa, Julie.
Sbrigativamente si potrebbe inserire il film nel genere d’avventura, per scoprire poi che si tratta di un giallo o di un fotoromanzo, intriso di ironia, o di un noir o di un melodramma poliziesco, dalla fine incerta. Ma Truffaut è noto per simili complessità. Per sua stessa ammissione è un film d’amore, di una coppia, che dall’iniziale lontananza dei due, passando per dure prove e profonde delusioni, arriva a rendere indispensabile l’una all’altra persona.
E’ un film che ha il coraggio di mostrare i sentimenti, ma anche la vita sessuale dei personaggi e la loro graduale presa di coscienza di sé, di uomo e di donna che amano, riamati.
Truffaut si avvalse di due attori famosi. Catherine Deneuve aveva alle spalle “Bella di giorno” e apparve subito tagliata per quella parte, con la sua bellezza, con la sua ambiguità, con i suoi pensieri segreti, con il suo volto dolcissimo che cela uno sguardo lucido e duro. Jean-Paul Belmondo godeva del suo fascino virile e del fisico atletico, che troverà conferma nella scena dell’arrampicata all’hotel di Antibes (e senza controfigure!). Ma Truffaut confuse le carte, sconcertando un po’ tutti. Nel film compaiono un uomo debole e una donna forte, una donna fatale (la sirène) che domina l’uomo, dalla quale lui dipende come da una droga (per riprendere il titolo in italiano, peraltro riduttivo).
Ma la vittima non è l’unica, né lo è sempre; la realtà è più complessa e i ruoli spesso si invertono. Così, all’inizio del film, i due giocano nella finzione, mascherando sospetti, ricavando certezze e illusioni o nascondendo i propri obiettivi; così, nella seconda parte, dopo la fuga di Marion, ancora si alternano nella ricerca del vero, accettando la morte portata una volta da lui, un’altra da lei, per arrivare, insieme, all’amore esplicito. Ed assistiamo non solo a dolcissime confessioni d’amore, ma anche a sincere accettazioni d’amore, con un amore assoluto verso l’altro, un amore che può anche far male. Come del resto la bellezza è fonte di gioia e di sofferenza.
La scena finale porta ad una frontiera da oltrepassare, alla libertà ormai vicina, ad un futuro incerto da affrontare insieme: fa venire in mente Renoir, Chaplin e lo stesso Truffaut.
Ma tutto il film è una serie di citazioni, a partire dalla dedica a Renoir e alla ripresa di un brano del suo film “La Marseillaise”: ci sono riferimenti a Hitchcock, cui rimanda il nome della protagonista, Marion, indimenticabile personaggio di “Psycho”; in una scena i due escono dal cinema dove hanno visto “Johnny Guitar”, che serve a Truffaut per un’analogia con il suo film: “E’ una storia d’amore, con dei sentimenti; è un falso western, come “La sirène” è un falso film d’avventure”; e c’è perfino anche “Biancaneve”, nella scena dell’avvelenamento.
Numerose le scene memorabili. L’arrivo della nave, quando la gente viaggiava in nave e non c’erano ancora i container; il freddo matrimonio senza il riso e il lancio del bouquet; i dialoghi fra i due; il piano-sequenza di Louis che non trova in casa Julie; i caldi inviti di Marion; i bottoni del suo vestito.
Ma c’è dell’altro. Insieme alla coscienza di sé, i due raggiungono una dimensione rivoluzionaria: non più donna sirena lei, non più uomo borghese lui, non più realtà disumane come gli annunci matrimoniali o il rigido senso del dovere (vedi la fine del detective), la rinuncia al capitalismo (con la vendita della fabbrica) e alla ricchezza (“meglio non avere denaro e essere liberi”). Se rivoluzionario è ciò che sovverte ogni struttura sociale, sembra che Truffaut ci dica nel ’69, un anno dopo il maggio francese, che l’amore vero è rivoluzionario e la donna, che porta l’amore, è la vera droga.
- Antonio Ingrosso insegna presso l’IPSIA G.B. Garbin di Schio (Vi), collabora con il Cineforum Alto Vicentino 2001.

10 Settembre 2010 alle 19:03
Buy:Prevacid.Retin-A.Human Growth Hormone.Valtrex.Zovirax.Arimidex.Accutane.Petcam (Metacam) Oral Suspension.Mega Hoodia.Lumigan.Nexium.Zyban.100% Pure Okinawan Coral Calcium.Prednisolone.Synthroid.Actos….