Sicko
di Michael Moore
![]()
L’America è molto malata
di Sandro Zicche
Lo scenario che si delinea nell’ultimo film di Michael Moore è sconfortante. La democrazia più grande del mondo, attraverso il sistema sanitario privato, mantiene il suo elettorato in uno stato di continua minaccia. L’azione appare a prima vista paradossale o addirittura schizofrenica. Il titolo stesso del film, con un gioco di parole tra “sick” (malato) e “Psycho”, l’agghiacciante film di Hitchcock, evidenzia le componenti macabre del problema. Com’è possibile che l’industria sanitaria compia dei giochi di potere attraverso un sistema teoricamente atto a salvare vite umane – e per di più sotto la supervisione del governo? Per trovare una spiegazione, occorre tenere sempre presente che un’azienda privata mira sopra ogni altra cosa all’incremento degli utili. Il meccanismo perverso però non si ferma qui. È la tesi orwelliana lanciata da Tony Benn, membro del parlamento inglese, che in un passaggio cruciale del documentario di Moore sostiene: “a un governo in combutta con le industrie mediche, farmaceutiche e assicurative può far comodo che l’elettorato non polemizzi (anche astenendosi dal voto) perché terrorizzato di essere lasciato morire e diffidente verso il cambiamento, che esegua gli ordini e si limiti a sperare per il meglio. Una nazione sana, colta e fiduciosa sarebbe impossibile da controllare e governare con questo sistema economico-politico”. La tesi può sembrare azzardata ma nel corso del film si scopre che anche Hillary Clinton, paladina del sistema sanitario pubblico, si fa oggi finanziare la campagna elettorale dalle aziende farmaceutiche.
Qualunque ruolo abbia la politica, Moore non può far altro che ridicolizzarla com’è nel suo stile, marcando e sapendo però leggere dei dati che rimangono impressi. La sanità statunitense è un’industria privata da 2.100 miliardi di dollari, il 16% del PIL del Paese, pari alla somma dei redditi nazionali di Francia e Spagna. Le lobby farmaceutiche e assicurative non hanno però pietà dei circa 50 milioni di americani poveri, lasciati morire fuori dagli ospedali perché privi di assicurazione sanitaria.
Moore con “Sicko” si propone di dare vita a un movimento di opinione che cambi questa situazione inumana, ma pecca a tratti di populismo, come un qualsiasi imbonitore o illusionista televisivo, col rischio di essere inefficace al fine di creare una nuova opzione politica capace di ribaltare lo stato delle cose. E’ innanzitutto lo stile a dover essere rivoluzionario, e bisognerebbe sottrarsi a operazioni facili come quella di intervistare una madre che ha perso la figlia perché le è stata negata l’assistenza medica, scegliendo come sfondo un parco giochi con dei bambini. Può sembrare un esempio banale ma lo è in virtù del fatto che un qualsiasi documentario prodotto da Discovery Channel avrebbe usato lo stesso stratagemma illusorio per far commuovere l’intervistata e, di rimando, lo spettatore.
Quello che però eleva questo film rispetto ad altri documentari è il coraggio con cui Moore si espone in prima persona alle minacce legali, giuntegli addirittura dall’amministrazione Bush per aver rotto l’embargo con Cuba. Ha rischiato, oltre al sequestro del film, di finire in carcere per poter dimostrare che perfino Cuba, l’acerrima nemica degli USA, ha un sistema sanitario più umano. Per fortuna il dipartimento di sicurezza nazionale statunitense è riuscito soltanto a vietare al regista di rivelare come sono giunti nella baia di Guantanamo, dove secondo le direttive del governo Bush i prigionieri hanno diritto a un trattamento sanitario gratuito.
Per quanto le libertà sociali americane siano state offuscate a partire dall’amministrazione Nixon, Moore non dispera, sicuro della grandezza del suo Paese e lascia dire, nei titoli di coda, da uno dei padri della sociologia, il francese Alexis de Tocqueville che studiò la nascita della democrazia americana: “La grandezza di un Paese si misura sulla sua capacità di porre rimedio ai propri errori”.
- Sandro Zicche studia Sociologia a Trento, collabora con Il Cineforum Alto Vicentino 2001.

12 Febbraio 2008 alle 13:05
[...] CINEFORUM ALTO VICENTINO 12, 13, 14 febbraio 2008 Sicko di Michael Moore L’America è molto malata di Sandro [...]